Dolore cervicale:
cos’è, cosa può influenzarlo e cosa fare

Il dolore cervicale, o cervicalgia, è un disturbo molto comune. Può presentarsi come dolore nella zona del collo, rigidità o difficoltà in alcuni movimenti e può avere un andamento molto diverso da persona a persona.

Quando compare, è normale cercare una spiegazione: sarà la postura? Ho dormito male? Sono le tante ore al computer? È lo stress?

Non sempre, però, esiste una sola causa facilmente identificabile. Il dolore cervicale può essere influenzato da diversi fattori e il loro peso può cambiare da persona a persona. Per questo può essere più utile cercare di comprendere il problema nel suo insieme, anziché attribuirlo automaticamente a una singola struttura o a una postura considerata “sbagliata”.

Cos'è la cervicalgia?

Con il termine cervicalgia si indica il dolore localizzato nella regione cervicale, cioè nella zona del collo.

Non tutte le cervicalgie sono uguali. Per alcune persone il problema principale è il dolore, per altre la rigidità o la difficoltà in determinati movimenti. Il disturbo può durare pochi giorni, persistere più a lungo oppure ripresentarsi nel tempo.

Anche il suo impatto può essere molto diverso: un dolore lieve può essere poco rilevante nella vita quotidiana, mentre in altri casi può interferire con il lavoro, il sonno, lo sport o altre attività.

Avere dolore nella stessa zona, quindi, non significa necessariamente avere lo stesso problema.

Perché può comparire dolore cervicale?

Il dolore cervicale è considerato un problema multifattoriale: spesso non esiste un unico elemento in grado di spiegare perché sia comparso o perché continui nel tempo. Springer Nature Link

La ricerca ha individuato diversi fattori che possono essere associati al dolore cervicale. Tra questi troviamo, per esempio, alcuni aspetti legati all’attività fisica e al lavoro, il tempo trascorso al computer, ma anche il sonno, lo stress e altri elementi legati alla salute e alla vita quotidiana. Springer Nature Link

Questo non significa che lavorare al computer, essere stressati o dormire male provochino automaticamente dolore cervicale. Un’associazione non equivale necessariamente a una causa e gli stessi fattori non hanno lo stesso peso in tutte le persone.

Due persone possono quindi avere entrambe dolore al collo, ma trovarsi in situazioni molto diverse.

Per questo può essere più utile cercare di capire quali elementi siano rilevanti nella singola persona, anziché pensare di poter attribuire automaticamente il dolore a un muscolo “contratto”, a una vertebra o a una postura scorretta.

Postura e cervicale: devo stare più dritto?

Quando si parla di cervicale, uno dei primi pensieri riguarda spesso la postura, soprattutto per chi trascorre molte ore davanti al computer.

Il lavoro sedentario può certamente far parte del contesto: la letteratura prende in considerazione diversi elementi, tra cui durata del lavoro al computer, posture mantenute, carichi statici, movimenti ripetitivi e fattori legati all’ambiente lavorativo. Springer Nature Link

Questo, però, non significa che esista una singola “postura corretta” capace di prevenire il dolore.

Il nostro corpo può assumere molte posizioni differenti e una posizione confortevole in un determinato momento può diventare fastidiosa se mantenuta a lungo.

Piuttosto che cercare continuamente di stare perfettamente “dritti”, può quindi essere utile cambiare posizione e introdurre movimento durante la giornata.

Cosa fare quando compare dolore cervicale?

Avere dolore al collo non significa necessariamente dover smettere di muoversi o iniziare subito un trattamento.

Quando il problema ha un decorso favorevole, le linee guida suggeriscono soprattutto di continuare, per quanto possibile, le normali attività, accompagnandole eventualmente con indicazioni ed esercizi semplici. 

Se invece il dolore persiste, limita le attività o il recupero non procede come previsto, può essere utile una valutazione più approfondita per capire quali fattori possano contribuire al problema e quale strategia sia più appropriata.

L’esercizio può far parte di questo percorso, ma non esiste necessariamente un unico esercizio adatto a tutte le persone con dolore cervicale.

Anche l’attività aerobica è stata studiata in relazione al dolore cervicale. Una recente revisione sistematica ha analizzato il suo possibile effetto sul dolore e sulla disabilità, ma le evidenze disponibili sono ancora limitate ed eterogenee.

Il messaggio, quindi, non è che esista un’attività capace di “curare la cervicale”, ma che il movimento e l’esercizio possono far parte di una strategia più ampia, adattata alla persona e alla sua situazione.

Quando è opportuno rivolgersi a un professionista?

Molti episodi di dolore cervicale possono avere un decorso favorevole senza la necessità di trattamenti complessi.

Ci sono però situazioni in cui una valutazione può essere utile. Per esempio, quando il dolore persiste o continua a ripresentarsi, limita le normali attività oppure non sta evolvendo come previsto, può essere opportuno cercare di comprendere meglio il problema.

Una valutazione permette inoltre di verificare se siano presenti elementi che, considerati insieme alla storia della persona, possono far sospettare condizioni che richiedono un approfondimento medico.

Dolore cervicale: serve sempre una radiografia o una risonanza?

Non necessariamente.
Quando compare dolore è comprensibile voler “vedere cosa c’è che non va”, ma ciò che emerge da una radiografia o da una risonanza non coincide sempre con ciò che una persona sta sperimentando.

Le linee guida ricordano, infatti, che gli esami di imaging possono mostrare reperti anche in persone che non presentano sintomi.

La necessità di un esame strumentale va quindi valutata sulla base della storia clinica, dei sintomi e dell’esame della persona, soprattutto quando sono presenti elementi che richiedono un approfondimento medico.

Valutazione osteopatica del dolore cervicale

Nella mia pratica clinica, la prima visita osteopatica parte dalla storia della persona e dalle caratteristiche del problema.

Durante la valutazione considero il dolore, il movimento, le attività che risultano difficili e gli altri elementi che possono essere rilevanti per quella specifica persona.

L’obiettivo non è necessariamente trovare una singola struttura responsabile del dolore, ma comprendere il quadro nel suo insieme e valutare quali aspetti possano essere affrontati nel percorso.

In base a ciò che emerge, il percorso può comprendere trattamento manuale e indicazioni relative al movimento e alla gestione del problema.

Riferimenti

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de Oliveira-Souza AIS, et al. The effectiveness of aerobic exercise on pain and disability in individuals with neck pain: A systematic review and meta-analysis. Experimental Physiology.